
¤ Quando scompare un Grande... ¤
Quando scompare un Grande, il mondo sembra restare attonito, senza parole. È una sensazione che richiama l’immagine di una grande apnea collettiva che risucchia tutti in un vuoto di parole. Ognuno sembra rivivere, in quel vuoto, ricordi che appartengono ad un’altra epoca, non importa se davvero remota oppure se prossima al presente. Ognuno sembra rinchiudersi in quella bolla immersa in un’altra dimensione spazio-temporale, in cui rivivono emozioni passate e a volte risuona una canzone particolare, che ci ha coinvolti, che ci ha fatto ballare o piangere o sentire in un modo così incredibile da imprimersi per sempre nella nostra memoria. E nel bel mezzo di questi ricordi, a cui sono legati altri ricordi, ecco che…pam! La bolla scoppia. E, quasi spaventandoci, ci rivela la realtà: la persona che ha accompagnato un tratto della nostra vita, senza nemmeno conoscerci, non c’è più. 
Una verità di bluecristal svelata il 29/06/2009 alle ore
15:09
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¤ L'immortalità dell'arte ¤
Ieri è morto, all'età di 65 anni, Richard Wright, membro dello storico gruppo musicale Pink Floyd. La notizia mi ha un pò scossa, non perché sia fan accanita della band in sé, ma perché lo sono della loro musica. Tutti coloro che hanno avuto modo di apprezzarla converranno con me di quanto sia unica e inimitabile la produzione musicale del gruppo (composto, oltre che dal già citato Wright, da Roger Waters, Nick Mason, Syd Barrett e dal 1968 anche da David Gilmour, subentrato a Barrett) e forse avranno in qualche modo avvertito un certo, particolare stridio interno nell'apprendere questa notizia. E' una sensazione fastidiosa, perché oppone all'immortalità della musica dei Pink Floyd la mortalità dei suoi componenti. E' la sensazione tipica di quando se ne va qualcuno che ha lasciato però in dono all'umanità qualcosa di Grande, qualcosa in grado di smuovere le corde dell'anima, qualcosa che è impossibile che lasci indifferenti coloro che vi si avvicinano. Succede con i grandi scrittori, succede con i grandi giornalisti, succede con le grandi persone che hanno votato la loro vita per gli altri, succede con i grandi musicisti, succede con tutti coloro che mettono l'anima, tutta l'anima, in quello che fanno e donano la loro "creatura" a chi la vorrà accogliere, comprendere, a chi accetterà di lasciarsi sconvolgere e cambiare dal messaggio che porta. E quando ci si accorge che questa "creatura" è fatta con la stoffa dell'immortalità, allora quasi ingenuamente crediamo che anche chi l'ha messa al mondo abbia la stessa prerogativa, quasi come un assurgere di determinate personalità al rango di semi-dèi dell'Olimpo. Ovviamente e purtroppo così non è, e la notizia della morte dell'autore di un'opera immortale è come uno schiaffo in pieno viso che ci riporta con i piedi per terra. Con una consolazione, però: che grazie alla loro musica, i Pink Floyd davvero non moriranno mai. So, so you think you can tell [Pink Floyd - Wish you were here]
Heaven from Hell,
Blue skys from pain.
Can you tell a green field
From a cold steel rail?
A smile from a veil?
Do you think you can tell?
And did they get you to trade
Your heros for ghosts?
Hot ashes for trees?
Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change?
And did you exchange
A walk on part in the war
For a lead role in a cage?
How I wish, how I wish you were here.
We're just two lost souls
Swimming in a fish bowl,
Year after year,
Running over the same old ground.
What have we found?
The same old fears.
Wish you were here.
Una verità di bluecristal svelata il 16/09/2008 alle ore
15:22
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¤ L'inarrestabile declino di Britney Spears ¤
Dopo l’ennesimo eccesso, viene negato alla cantante il diritto di vedere i figli
Ricordare gli esordi della sua carriera di cantante pop con il viso pulito da sedicenne tutta casa e chiesa, che ballava e cantava sulle note di “Baby, one more time”, e confrontare questo passato con il presente provoca la stessa sensazione di un prima e un dopo guerra.
Stiamo parlando di Britney Spears, astro in caduta libera senza apparente possibilità di ritorno che sta facendo parlare da non poco tempo per i suoi eccessi e la sua vita sregolata.
Dopo il matrimonio finito con Kevin Federline, padre dei suoi due figli Sean Preston (2 anni) e Jayden James (1 anno), dopo le scelte di cattivo gusto come le serate in minigonna senza slip assieme alla sua amica Paris Hilton, dopo la droga e il ricovero in un centro di disintossicazione, la rasatura, il fallito tentativo di risalire agli onori con il singolo “Gimme more”, ecco che Britney torna a far parlare di sé.
Il tribunale aveva disposto che la custodia dei figli fosse affidata al marito Kevin e che la madre avrebbe potuto rivederli solo in determinati giorni: ora anche questa possibilità sembra essergli stata revocata da un giudice di Los Angeles dopo la lite furibonda con l’ex-marito, al quale non voleva restituire i figli.
Ne è conseguito l’intervento della polizia e successivamente anche quello di un’ambulanza, in quanto la donna era sotto palese effetto di stupefacenti.
In ospedale, dopo i primi esami tossicologici, i medici non riuscivano a capacitarsi di quale sostanza avesse assunto la Spears e solo successivi e approfonditi accertamenti hanno rivelato la presenza di un mix di ecstasy, anfetamine, vodka e clenbuterolo, una droga per aumentare la potenza degli equini.
La notizia ha provocato stupore e in molti, anche quanti fino a questo momento non hanno mai manifestato simpatia per la ragazza, si sono resi conto che Britney Spears ha seriamente bisogno di aiuto.
Di certo la costante presenza di paparazzi, pronti continuamente a coglierla in fallo e a fare notizia, non è un aiuto per la sua fragile stabilità emotiva e mentale.
Anche Robbie Williams, qualche mese fa, ha manifestato indignazione per quanto stava accadendo attorno alla Spears, perennemente inseguita da fotografi che stanziano giorno e notte davanti alla sua abitazione.
Di certo la parabola della carriera di Britney preannunciava esiti non positivi. Primo tra tutti: è difficile che una sedicenne, improvvisamente catapultata dall’anonimato al successo, con i propri singoli in cima alle classifiche di tutto il mondo, per di più presa a modello come “erede di Madonna”, riesca a mantenere una stabilità mentale e morale se non viene strettamente seguita da qualcuno che segni i limiti da non superare.
In poche parole, i genitori non hanno fatto molto per preservare la figlia dai rischi che un’esperienza del genere può comportare, specie trattandosi di un’adolescente ancora in caratteriale formazione.
Britney ha iniziato la sua carriera con i migliori propositi: viso acqua e sapone, verginità da preservare fino al matrimonio, valori quali famiglia e religione da difendere a spada tratta. Un’adolescente come tante.
Poi, album dopo album e video dopo video si è ben presto capito che le cose stavano assumendo ben altra piega: nei testi le ingenue cotte iniziavano a condirsi di particolari erotici, i video assumevano connotati sempre più espliciti (come non ricordare ad esempio lo squallido video di “I’m a slave 4 u”?).
La volontà di stupire ed essere sempre al centro dell’attenzione hanno superato qualsiasi altra cosa: pensiamo al bacio saffico tra la Spears e Madonna agli MTV Music Awards 2004, al matrimonio lampo a Las Vegas con un amico di infanzia, Jason Allen Alexander, fino alle nozze a sorpresa con Kevin Federline, uno dei ballerini appartenenti al corpo di ballo dei suoi concerti.
Il matrimonio, durato due anni durante i quali sono nati i due figli, è giunto al suo termine con la decisione di Britney Spears di metter fine alle nozze attraverso un SMS. Di qui l’inizio delle controversie legali, gli eccessi sempre più smodati della ragazza, il declino non solo della persona, ma anche della carriera.
Ecco che dalle stelle si finisce alle stalle, che coloro che fino a poco tempo fa l’osannavano ora fingono di non conoscerla, che i giornali la inseguono non più perché le sue canzoni sono in vetta alle classifiche, ma per un piacere sadico nel documentare il crollo di una promessa del pop.
Dal punto di vista umano tutto questo ha del ripugnante: per quanto la Spears sia un personaggio discutibile, non è con l’attenzione morbosa dei tabloid che si può aiutarla a superare il suo dramma privato.
Purtroppo però molto spesso, anzi, quasi sempre, i giornali di gossip guadagnano con le disgrazie altrui, senza preoccuparsi del maggior danno che possono provocare ad una mente instabile con la loro martellante presenza.
Quest’ultimo eccesso è l’ennesimo campanello d’allarme: il declino di Britney appare inarrestabile e preoccupa il fatto che i più restino a guardare, sogghignando, l’autodistruzione di una persona, piuttosto che aiutarla a recuperare la sua salute e, soprattutto, la sua dignità.
Una verità di bluecristal svelata il 07/01/2008 alle ore
13:17
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¤ Brio, allegria e tanta musica con Alex Britti ¤
Due ore di concerto sul mare del Cilento
Può capitare, nel mentre di una vacanza, di avere inaspettatamente la possibilità di assistere al concerto di un cantante che si ammira e che ci ha fatto più volte cantare sulle sue note.
A Palinuro, in provincia di Salerno, ha avuto luogo dal 29 agosto al 1 settembre il Palinuro Griffe: Coast Music Festival, un’iniziativa gratuita, giunta alla terza edizione, per promuovere il turismo nel Cilento.
Si sono esibiti Luca Carboni (29/08), Alex Britti (30/08), Almamegretta & Raiz (31/08), Raf (01/09) .
Avendo avuto sempre grande simpatia e ammirazione artistica per Alex Britti ho scelto di assistere al suo concerto.
Alle 21.30 è iniziata la presentazione dello spettacolo e l’apertura del concerto da parte di un artista emergente che ha incantato il pubblico interpretando quattro sue canzoni: si tratta di Guido Maria Grillo, venticinquenne nativo di Sapri, con un grande bagaglio di esperienza nonostante la giovane età. Oltre ad aver aperto concerti di autori prestigiosi con il suo gruppo, i Madeira, da solista è stato vincitore assoluto dei concorsi nazionali Bologna Music Festival e Musica Controcorrente - Premio Canzone d'Autore.
Il sound della sua musica è molto particolare, a tratti mi ricorda il virtuosismo del vocalist dei Muse, Matthew Bellamy, a tratti ascolto assonanze con Jeff Buckley: il suo stile è ricco di sfumature e variazioni di tono ed energia.
Un artista da scoprire e da approfondire, che ha molto da dire e da trasmettere.
Intorno alle 22.00 ha termine la sua esibizione per lasciare spazio ad Alex Britti, il protagonista della serata.
Il pubblico attende trepidante il suo ingresso.
Dopo qualche minuto le luci si accendono e l’artista con in mano la chitarra occupa la sua postazione ed esordisce con le note di Gelido, Da piccolo, Una su 1.000.000, Prendere o lasciare.
Saluta il pubblico, inizia a parlare, anche se “preferisce suonare e cantare”, cambia la chitarra e inizia ad introdurre le canzoni che di lì a poco andrà interpretando: Jazz, Come chiedi scusa, La vita sognata. Il concerto continua e Alex coinvolge con la sua bravura di cantante e soprattutto di chitarrista, ammutolendo il pubblico con un assolo che tutti vorrebbero durasse in eterno.
Gli animi si risvegliano dall’incanto con la coinvolgente 7000 caffé.
Lo spettacolo prosegue con molti dei suoi successi, da Oggi sono io a Polvere di marmo, fin quando un problema tecnico non spinge Alex ad assentarsi dal palco nel bel mezzo di Dendedendendenden.
La band corre in supporto: prima il batterista, poi il percussionista intrattengono gli astanti in un bellissimo gioco ritmico.
Il problema viene risolto, Britti finisce la canzone interrotta a metà e parla della sua grande ammirazione e gratitudine per un amico a cui deve ispirazione e solidarietà: Edoardo Bennato.
Interpreta in suo onore L’isola che non c’è e regala al pubblico un inedito, non ancora proposto alle case discografiche e di chiara ispirazione bennatiana: il titolo è Favole e parla delle bugie che tante volte ci circondano e vogliono essere passate per verità assolute.
E infine attacca con la famosissima Solo una volta (o tutta la vita) che manda il pubblico in completo delirio.
Lo spettacolo giunge al termine, Alex presenta la sua band e poi conclude con Lo zingaro felice e l’allegrissima ed estiva La vasca.
Due ore di brio, allegria e musica allo stato puro: Alex Britti è un cantante e un musicista notevole e valido, ascoltare la sua musica dal vivo è estremamente coinvolgente anche per chi non conosce o non apprezza del tutto le sue canzoni.
Le sue dita che, veloci, scivolano sulle corde della chitarra, producendo un virtuosismo di suoni energico e vitale, rivelano un’impagabile conoscenza del linguaggio musicale che unisce universalmente l’essenza degli esseri umani.
Il cantautore romano, prima di sfondare presso il grande pubblico nel 1998, ha fatto una gavetta durata qualche anno che l’ha portato ben presto ad essere un musicista richiesto a livello internazionale da importanti e famosi bluesmen quali Buddy Miles e Billy Preston.
Nel 1990 ha seguito la bluesband olandese dei Rosa King in un lungo tour europeo che l’ha condotto nel 1994 e nel 1995 sul palco della manifestazione del Primo Maggio di Roma.
Se vi capita di poter assistere ad un suo concerto, non lasciatevi sfuggire l’occasione: ne vale davvero la pena!
Una verità di bluecristal svelata il 05/09/2007 alle ore
13:55
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