
¤ L'incidente di San Francisco ¤
Il 26 dicembre in uno zoo di San Francisco una tigre siberiana è saltata oltre il muro di cinta, ha ucciso un ragazzo di 17 anni e ferito uno di 19. Senza remore l'animale è stato abbattuto. Dopo ventidue giorni la verità è venuta a galla: tre ragazzi, ubriachi e drogati, hanno provocato la tigre, schiamazzando, agitandosi, saltando addirittura sopra il muro di cinta e solleticando i suoi istinti più aggressivi. Non voglio commentare ulteriormente, anche se di cose da dire ce ne sono tante, contro gli zoo, contro la consuetudine di abbattere gli animali che, purtroppo, hanno ucciso esseri umani, contro questa continua abitudine ad utilizzare "due pesi-due misure" nel paragonare uomo e animali, come se non fossimo tutti esseri viventi, come se non avessimo tutti uguale diritto a vivere. La vita di un animale vale davvero obiettivamente così poco rispetto a quella di un uomo? Non sono entrambe patrimoni preziosi da preservare e tutelare? Non voglio continuare, non oggi per lo meno. Vi lascio con la foto di Tatiana, la tigre siberiana uccisa a San Francisco dopo quel tragico 26 dicembre. " Quando un uomo vuole ammazzare una tigre, lo chiama sport; quando la tigre vuole ammazzare lui, la chiama ferocia." (G.B.Shaw)
Un ragazzo, incosciente, è morto. Una tigre, prigioniera, è stata uccisa. 
Una verità di bluecristal svelata il 18/01/2008 alle ore
21:29
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¤ commenti (4) ¤ [opinioni, animali, cronaca] ¤
¤ Il seme della follia ¤
Due morti e sette feriti nell’inspiegabile sparatoria avvenuta sabato sera a Guidonia Quanti volti ha la follia? Quante identità, quanti nomi, quanti occhi può avere?
La follia si nasconde anche dietro la persona più rassicurante, più insospettabile, persino dietro chi, in tutta la sua vita, ha svolto un mestiere di alto prestigio e livello, al servizio della comunità: come Angelo Spagnoli, tenente colonnello in pensione dell’Esercito Italiano ed ex-tiratore scelto.
La sera del 3 novembre la sua lucida follia si è concretizzata a Guidonia, alle porte di Roma, dove l’uomo vive: ha appiccato il fuoco alla sua abitazione in Via Fratelli Gualandi, disseminandola di mine e trappole esplosive con grossi petardi, e dal balcone ha poi iniziato a sparare ai passanti.
La prima vittima è stato il proprietario di un negozio di tatuaggi, Pino Di Sanfelice, quarantaseienne, il quale, avvistando l’incendio, si era precipitato verso la casa assieme alla moglie e alla figlia per avvertire gli inquilini della casa, senza sapere che era stato lo stesso inquilino ad appiccare le fiamme.
Spagnoli, munito di pistola semiautomatica e carabina con mirino telescopico, ha sparato e ucciso Pino Di Sanfelice, ha ferito la moglie Stefania Piazza e ha puntato il fucile anche contro la figlia diciannovenne, Margherita, per fortuna rimasta illesa; le due donne sono state poi messe in salvo da un poliziotto accorso sul luogo.
Spagnoli ha sparato senza scrupolo a chiunque avesse la sfortuna di passare per quella strada, ferendo sette persone e riducendo in coma irreversibile Luigi Zippo, una guardia giurata: i parenti hanno acconsentito alla donazione degli organi.
Il cecchino ha tentato di uccidere un totale di diciassette persone, incluse due sorelline di quattro e cinque anni che si trovavano in automobile con i genitori: ha sparato cinque colpi contro il veicolo, ma per fortuna nessuno dei passeggeri è stato colpito.
Cinquanta sono stati i proiettili tirati dall’uomo: grazie all’intervento di due marescialli dei carabinieri e di un ispettore di polizia, i quali hanno trattato con l’uomo per più di un’ora nel tentativo di calmarlo ed evitare altri ferimenti, Spagnoli si è arreso alle forze dell’ordine senza opporre più resistenza.
In pieno stato confusionale, l’uomo non ha dato spiegazioni del suo folle gesto: si è limitato a complimentarsi con i poliziotti per il loro lavoro e ha chiesto se, adesso che era stato catturato, gli avrebbero tagliato la testa.
Sembra emerso dagli interrogatori, cui successivamente è stato sottoposto, che l’uomo fosse convinto di essere perseguitato dai nemici.
Il questore di Roma, Marcello Fulvi, afferma che Spagnoli non abbia sparato a caso, ma abbia sempre cercato di mirare alla testa: d’altronde si tratta di un professionista, un ex-tiratore scelto dell’esercito, il quale, però, non aveva mai dato segni di squilibrio, né appariva ubriaco o drogato al momento della sparatoria. Angelo Spagnoli è stato internato in una camera di sicurezza del carcere di Rebibbia di Roma, con l’accusa di omicidio, tentato omicidio plurimo, lesioni personali gravi, detenzione illegale di armi e munizioni.
I poliziotti, per entrare nella sua casa, hanno dovuto far ricorso ad una squadra di artificieri per la mole di mine e petardi disseminati nell’abitazione.
E’ un fatto che desta sconcerto, incredulità, paura.
La follia si annida ovunque, scaturisce da un pensiero nato storto e coltivato in una mente che non ostacola il suo corso, finendo per coinvolgere innocenti che per loro sfortuna si trovano nel posto sbagliato nel momento sbagliato, senza capire realmente cosa stia accadendo.
Folle può essere chiunque: il vicino di casa, un genitore, quel bravo vecchietto che ogni mattina compra i cornetti al bar dell’angolo, o la figlia perfetta, che non ha mai dato problemi o preoccupazioni di alcuna sorta.
Un giorno qualcosa nelle loro menti segue un corso insolito e nessun segnale può fare insospettire di ciò che sta di lì a poco per accadere.
E questo fa paura. Ci rende ognuno esposto alla follia del nostro prossimo, una follia imprevedibile che può costare la vita.
Una verità di bluecristal svelata il 07/11/2007 alle ore
13:34
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¤ commenti (1) ¤ [articoli, cronaca, giovani, violenza, interrogativi insolubili] ¤
¤ Uccisi i tre orsi del Parco Nazionale d'Abruzzo ¤
Scrivere un articolo su questo mi fa male, molto male... non lo farò, lo prenderò in prestito dal Corriere della Sera! Il cuore sanguina e le lacrime velano i miei occhi! Come si può essere così crudeli e maledetti??? E l'uomo si riconferma sempre la peggior bestia sulla faccia della terra. DAL SITO DEL CORRIERE DELLA SERA Abruzzo, strage di orsi nel Parco nazionale Uccisi per avvelenamento il mitico Bernardo e altri due esemplari di marsicano. Una taglia sui responsabili PESCARA -Potrebbero essere stati avvelenati tre orsi marsicani trovati morti nel Parco nazionale LA TAGLIA E IL SITO A LUTTO - Il fenomeno è dunque particolarmente grave. Al punto che lo stesso Wwf ha deciso di mettere una «taglia» di 10 mila euro sui responsabili: la somma, fanno sapere gli ambientalisti, sarà consegnata a chi sarà in grado di consegnare gli autori del gesto alla giustizia. I Verdi hanno aggiunto altri 10 mila euro all'iniziativa del Wwf. L'associazione del Panda chiede una sorta di «Ris» (i carabinieri specializzati nelle indagini scientifiche) per la tutela dell'orso marsicano, ovvero una squadra investigativa in grado di condurre indagini puntuali e di rintracciare coloro che si sono macchiati di questo reato. Per sottolineare la drammaticità di quanto accaduto, il Wwf Italia ha deciso di listare a lutto il proprio sito Internet. STILLICIDIO DI DECESSI - La morte di Bernardo e degli altri due esemplari femmina, una delle quali era la sua «compagna», è solo l'ultimo caso di uno stillicidio delle uccisioni di plantigradi che negli ultimi anni ha registrato una forte recrudescenza. Sul banco degli imputati sono finiti, tra gli altri, bocconi avvelenati, i percorsi del treno non protetti nella parte che passa all'interno dell'area protetta e anche i carnieri che - secondo alcuni- vengono ancora realizzati nel parco. Secondo le ricerche più accreditate, ricorda la Legambiente, la piccola popolazione di orsi residua nel Parco sarebbe stimata in circa 40-50 individui (report recenti azzardano anche che la quota sia scesa sotto la soglia dei 30 individui). Con l'uccisione di Bernardo e degli altri due esemplari la popolazione dunque si sarebbe ridotta del 4% in un colpo solo. E io mi chiedo: PERCHE'??? d'Abruzzo, Lazio e Molise. A sostenerlo sono sia il Corpo forestale dello Stato, sia il presidente dell'ente, Giuseppe Rossi. Le carcasse degli animali trovati deceduti - due femmine e un maschio, il celebre Bernardo che era diventato da tempo uno dei simboli del Parco (era nata addirittura un'associazione, «Amici di Bernardo», che si occupa tra l'altro di risarcire i proprietari di galline di cui l'orso era ghiotto) - sono state trasferite all'Istituto zooprofilattico di Roma per l'esame necroscopico di rito. La Forestale fa sapere che all'interno del territorio abitato dall'orso sono stati anche rinvenuti i resti di una capra su cui si stanno effettuando degli esami necroscopici per verificarne l'eventuale avvelenamento». E il Wwf rivela che altri animali, nella fattispecie due lupi, sono risultati morti, sempre per avvelenamento, nella stessa zona.
EPISODI GRAVISSIMI- Uccidere un orso marsicano, uno dei pochissimi esemplari che popolano le montagne dell'Appennino - commenta Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf e anima del parco naturale abruzzese - , è come abbattere un pezzo di Cappella Sistina. Sempre nella Marsica l'anno scorso sono stati ritrovati più di 10 grifoni avvelentati e tanti altri animali. Ora serve una risposta ferma e puntuale sulla prevenzione». «Non ci sono parole per definire questa ennesima mattanza - aggiunge Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente -. Siamo di fronte a delinquenza pura e brutale alla quale bisogna rispondere con la massima determinazione nell'annientare il bracconaggio».
Una verità di bluecristal svelata il 02/10/2007 alle ore
20:14
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¤ L'America è custode della democrazia? ¤
Un ragazzo è stato arrestato e colpito con la pistola elettrica per aver fatto troppe domande al Senatore John Kerry durante un incontro con gli studenti Un video sta facendo il giro del mondo e sta facendo discutere e domandare come, in un Paese che si professa democratico e aperto alle altrui opinioni, possano succedere eventi simili. Limitazioni a questo diritto devono essere esplicitate per legge e riguardano particolari forme d’espressione come l’incitamento all’odio razziale, nazionale, religioso oppure incitazioni alla violenza verso un individuo o una comunità.
In Florida, durante un incontro del Senatore democratico John Kerry con alcuni studenti universitari, un ragazzo ventunenne, Andrew Meyer, è stato arrestato e immobilizzato con il Taser, una potente pistola elettrica, per il solo motivo di aver fatto troppe domande, alcune scomode, al senatore.
Il fatto, accaduto il 17 settembre, è sconcertante.
Nei video che girano su internet (video1 e video2) il ragazzo, dopo aver ottenuto la parola dal Senatore, parla al microfono e fa diverse domande, soprattutto riguardanti le elezioni presidenziali del 2004 in cui Kerry uscì sconfitto.
Alcuni quesiti sono scomodi, Meyer chiede a Kerry per quale motivo non abbia chiesto l’impeachment di Bush e se il Senatore abbia mai avuto a che fare, insieme allo stesso Bush, con la società segreta Skull&Bones, ispirata a rituali massonici.
Una poliziotta cerca di togliergli il microfono, ma Meyer ottiene di continuare. Appena finisce di parlare, due poliziotti lo prendono e lo trascinano via.
Il ragazzo inizia ad agitarsi, chiede “Cosa ho fatto?”, cerca di sfuggire ai poliziotti, che intanto sono diventati cinque, ma viene scaraventato per terra, chiede aiuto ripetutamente, ma nessuno degli astanti fa nulla, gli altri studenti sono fermi sulle loro sedie, alcuni riprendono con i videofonini, le telecamere delle televisioni seguono la vicenda, si sente la voce di Kerry dire di voler rispondere alla sua domanda.
Scattano le manette e ad un tratto si odono uno sfrigolio e le urla di dolore del ragazzo: un poliziotto ha attivato il Taser contro di lui.
Il ragazzo viene portato via, mentre continua a chiedere “Cosa ho fatto? Cosa ho fatto?”.
L’accusa? Resistenza a pubblico ufficiale e disturbo della quiete: in realtà, troppe domande al Senatore.
Il ragazzo ora è in carcere nella Contea di Alachua, con la sola colpa di aver fatto domande, di aver cercato di avere un colloquio con un suo governante in un incontro pubblico.
I suoi amici si sono mobilitati al fine di ottenere la scarcerazione e sul sito ufficiale del ragazzo si legge un loro comunicato in cui chiedono solidarietà affinché Andrew sia rilasciato.
E questa sarebbe la tanto sbandierata democrazia americana?
Il diritto alla parola è un diritto inalienabile in qualsiasi democrazia che si rispetti: essa è difesa e appoggiata in diverse risoluzioni internazionali a favore dei diritti umani.
L’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo recita:
“Chiunque ha il diritto alla libertà d'opinione e d'espressione; il che implica il diritto di non essere turbato a causa delle sue opinioni e quello di cercare, ricevere e diffondere, senza considerazione di frontiere, le informazioni e le idee attraverso qualunque mezzo di comunicazione”.
Non ci risulta che le domande di Andrew Meyer fossero di quest’ultimo tipo.
Come intenderanno gli Stati Uniti d’America giustificare l’operato di questi poliziotti?
E sorge spontaneo chiedersi se il Senatore democratico Kerry si senta una persona migliore a non aver fatto nulla di concreto per fermare l’arresto del ragazzo, se davvero intendeva rispondere alle sue domande. Questa vicenda sta sollevando molto clamore anche per l’uso del Taser: era davvero necessario spararlo contro il ragazzo?
La polizia locale ha avviato un’inchiesta interna per capire se su questo punto ci sia stato un abuso, per il resto viene difeso senza esitazioni l’operato degli agenti.
Una verità di bluecristal svelata il 19/09/2007 alle ore
13:29
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¤ commenti (6) ¤ [politica, articoli, cronaca, giovani, tempi moderni] ¤
¤ Internet-dipendenza: sventata in tempo una tragedia familiare ¤
Preferivano giocare al computer piuttosto che curarsi dei figli. Nella città di Reno del Nevada (U.S.A.), Lana e Michael Straw, ventitre anni lei, venticinque lui, non
potevano più fare a meno del videogioco fantasy “Dungeons & Dragons”, arrivando a trascurare completamente i due figli, il più grande di ventidue mesi, la più piccola di undici. I due bambini sono stati trovati in pessime condizioni da un’assistente sociale, allertata dai vicini di casa della famiglia: la piccola pesava soltanto 4,5 chilogrammi, non era in grado di alzare nemmeno la testa o un braccio in quanto non aveva sviluppato nessun muscolo, aveva i capelli impregnati di urina felina, un’infezione alla bocca e sul corpo erano chiari i segni delle dermatiti e di una forma gravissima di disidratazione che le impediva persino di piangere. Sul fratello sono state riscontrate analoghe condizioni fisiche, oltre ad infezioni ai genitali e ad un’impossibilità a camminare legata ai muscoli atrofizzati. Entrambi stavano per morire di fame. I genitori sono stati accusati di negligenza nei confronti dei figli e rischiano fino a dodici anni di carcere. I due si erano conosciuti in rete quando la donna era solo una sedicenne: entrambi condividono una passione sfrenata per PC, videogiochi e tecnologie. Stando agli atti giudiziari, sembrerebbe che il marito abbia dilapidato tutto il proprio patrimonio e i proventi di un’eredità, circa cinquantamila dollari, per acquistare apparecchiature per il computer e un enorme schermo tv al plasma, senza lasciare nulla per i figli.
Lui disoccupato, lei magazziniera con un contratto a tempo determinato, trascorrevano la maggior parte del loro tempo davanti al monitor.
Una verità di bluecristal svelata il 16/07/2007 alle ore
19:25
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¤ commenti (2) ¤ [bambini, articoli, cronaca, droghe] ¤
¤ David, l'ultima vittima dell'odio razziale ¤
Un anno fa era stato vittima di una tremenda aggressione Era tristemente divenuto celebre in America nell'aprile del 2006, in seguito ad un tremendo fatto di cronaca e di odio razziale: dopo una notte di festa a base di alcool e droghe in una casa nella periferia di Houston, David Ritcheson, un ragazzo messicano allora diciassettenne, era stato sodomizzato con il palo di un ombrellone da due skin-head, D.Henry Tuck e K.Robert Turner (18 e 17 anni), da questi era stato bruciato con le sigarette, picchiato, ricoperto di varechina e lasciato agonizzante, il tutto al grido "White power!" - potere bianco. 
David tuttavia si salvò, le cure riabilitative durarono tre mesi e il ragazzo fu sottoposto a trenta operazioni chirurgiche dolorosissime, che per altro non bastarono a fargli riacquisire la piena funzionalità degli organi danneggiati. Il malaugurato approccio di David nei confronti della sorella dodicenne di uno dei due skin-head sarebbe stata la causa dell'aggressione; tre mesi fa, Tuck e Turner sono stati condannati l'uno all'ergastolo e l'altro a novanta anni di carcere. L'accaduto aveva comprensibilmente traumatizzato fisicamente e psicologicamente il ragazzo, ma per quindici mesi David aveva cercato di nascondere a tutti le ferite che gli facevano sanguinare l'anima, voleva avere una vita normale, faceva progetti per il suo futuro, aveva chiuso con droghe e alcol e si era dedicato agli studi, ricevendo anche una borsa di studio dall'Antidefamation league, una lega contro i crimini razziali. Inoltre, era stato invitato al Congresso degli Stati Uniti a Washington per testimoniare e per promuovere l'approvazione di una legge a favore dell'integrazione. Tutto sembrava insomma far pensare che David stesse archiviando il doloroso trauma e avesse preso in mano le redini della propria vita nel miglior modo possibile. Fino a domenica scorsa.
Sabato 30 giugno David si era imbarcato, con due amici e i genitori di uno di loro, su una nave, la Ecstasy della compagnia Carnival Cruise Lines, che partiva da Galveston per una crociera di una settimana sul Golfo del Messico. La sua famiglia era stata contenta di questa sua volontà di andare in crociera e non si era affatto opposta, credendo si trattasse di un ulteriore passo per liberarsi dei brutti ricordi. Ma così non è stato. David, sebbene non ne parlasse con nessuno e avesse dimostrato una forza fuori dal comune, aveva dentro di sé una sofferenza lacerante, una ferita che sanguinava continuamente ad ogni sguardo, ad ogni parola delle persone che per strada lo fermavano, ad ogni fatto di cronaca che poteva rammentargli il suo
tremendo trascorso. E questo suo dolore insostenibile, che lo aveva probabilmente portato a pensare a sé come ad un uomo segnato a vita, lo ha portato la mattina di domenica 1 luglio, alle 7.35 circa secondo alcuni testimoni, a gettarsi dal piano più alto della nave da crociera, cercando nell'abbraccio delle acque, e della morte, un estremo rifugio. Alcune ore più tardi, la guardia costiera ha ritrovato il suo corpo.
La notizia ha gettato in completo sconcerto, panico e dolore non solo la famiglia, gli amici e i conoscenti, ma l'America intera, che alla storia dell'aggressione subita da David si era profondamente indignata e commossa, assurgendo il giovane a simbolo delle divisioni razziali negli Stati Uniti. Nulla faceva presupporre intenzioni suicide negli atteggiamenti e nelle parole del ragazzo, non una lettera, non un ultimo addio è stato ritrovato tra i suoi effetti personali. Sheila Jackson Lee, deputata democratica del Texas, ha pianto alla notizia del suicidio e ha affermato l'approvazione della legge per cui il giovane si era battuto partecipando al Congresso, promettendo di chiamarla "Legge di David".
La storia di David, ragazzo di diciotto anni vittima di un sopruso incancellabile dalla mente e dal corpo, è finita così e aumenta la rabbia nei confronti di chi si è fatto responsabile di aver stroncato la sua vita quel 23 aprile 2006, urlando senza vergogna e con stolta fierezza la sentenza: "Potere bianco"
Una verità di bluecristal svelata il 04/07/2007 alle ore
16:58
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¤ commenti ¤ [articoli, cronaca, giovani, razzismo, violenza, crudeltà ] ¤
¤ Allarme cannabis geneticamente modificata! ¤
Gravi le conseguenze soprattutto per gli adolescenti Gli organismi geneticamente modificati, la cui presenza nella nostra vita è sempre stata fonte di discussioni etiche e sanitarie, sono nuovamente al centro di una forte preoccupazione sociale. E' Massimo Cosa comporta l'OGM applicato a queste droghe? E' stato certificato un aumento considerevole del principio attivo (THC) contenuto nelle sostanze: per la marijuana si passa dallo 0,5-1% della pianta non geneticamente modificata al 10-15% di quella OGM, mentre per l'olio di hashish il THC giunge ad una soglia che oscilla tra il 20 e il 50%. Il procedimento di modifica genetica è lo stesso che viene seguito per le normali piante (da frutto e non) di cui ci alimentiamo, con l'obiettivo di fortificarne la fibra e ingrandirne le dimensioni. La cannabis OGM resiste ai pesticidi che vengono lanciati dagli elicotteri e cresce rapidamente: un campo di calcio permetterebbe di produrne tanta quanta quella che cresce in quattro/cinque ettari di terreno in condizioni normali. Come denuncia il Prof. Clerici, ci sono intere piantagioni di cannabis OGM coltivate in Paesi prossimi all'Italia: questi prodotti invadono giornalmente l'Europa passando per la nostra penisola. La marijuana OGM, nel mondo, non è un'assoluta novità di questi ultimi periodi: già nel 2004 era nota l'esistenza di piantagioni di questo tipo in Paraguay, tra le
Clerici, docente di psichiatria all'Università di Milano, a lanciare l'allarme: sono in arrivo, infatti, sul mercato della droga, la marijuana e l'olio di hashish ricavati da piante di cannabis geneticamente modificate.
Le conseguenze di queste droghe geneticamente modificate sono molto gravi e devastanti: la corteccia prefrontale, responsabile dei processi cognitivi, subisce dei mutamenti tali da comportare un disordine psicoattivo molto più forte, in grado di scatenare vere e proprie malattie mentali. I più predisposti a queste conseguenze sono i giovani tra i dodici e i diciannove anni in quanto il cervello è, in questo periodo della vita, morfologicamente in evoluzione. Studiosi tedeschi, a questo proposito, hanno affermato che, riducendo il consumo di cannabis tra i giovani, i casi di disturbi mentali (quali schizofrenia, depressione, disturbo bipolare, allucinazioni e perdite di memoria) subirebbero una riduzione del 15%. La cannabis dei sessantottini e dei figli dei fiori non è la stessa che circola ora: in gergo, oggi è chiamata skunk, “puzzola”, in quanto la tecnologia genetica l'ha resa molto più pericolosa e potente, ibridando i tipi di pianta (sativa/indica) già presenti in natura ed acuendo il tasso di THC.
montagne del dipartimento di Canindeyu dove, per dodici mesi l'anno, la pianta modificata veniva coltivata e poi commercializzata in Brasile, Argentina, Uruguay e Cile. In Italia invece è di recente diffusione. La Società Italiana di Psichiatria ha messo a disposizione del governo e delle istituzioni (ministeri e scuole singole) cinquecento giovani psichiatri preparati per affrontare il problema, sensibilizzando e assistendo psicologicamente i giovani che fanno uso di queste droghe. Questi psichiatri hanno seguito il corso di formazione “Cannabis, Alcol e disturbi psicotici” attivato in sedici città italiane. Si tratta di uno stimolo per il governo, una proposta concreta ad un problema sempre più pressante e che sempre più spesso coinvolge ragazzini anche sotto i dodici anni di età: l'obiettivo è quello di creare una rete efficiente di consultori gratuiti che forniscano sostegno, indicazioni e assistenza ai ragazzi e ai loro genitori.
Una verità di bluecristal svelata il 06/06/2007 alle ore
19:21
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¤ commenti (6) ¤ [news, cronaca, ecologia, giovani, droghe] ¤
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"In Veritas" nasce come luogo di riflessione, critica, informazione e scambio: un posto dove poter esprimere il mio punto di vista e poter scrivere a proposito di alcune questioni sociali, politiche, ambientali, culturali.
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