
¤ Il leone Christian ¤
Una bellissima e commovente storia di amicizia che non conosce confini!
Buona visione!
Una verità di bluecristal svelata il 07/01/2009 alle ore
21:08
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¤ La situazione del canile di Firenze ¤
Ho ricevuto la segnalazione che segue da Celeste e, dopo averla letta per intero, ho deciso di pubblicarla su questo blog. L'autore è un certo Riccardo, che vive a Firenze ed è amante dei cani: la sua è la testimonianza e la denuncia di una situazione abbastanza triste, eppure così diffusa e riguarda un canile ben funzionante sorretto solo dalle forze dei volontari, senza aiuti dal comune, e che adesso rischia di chiudere per una mera questione di vantaggio edilizio privato.
Mmm… davvero? Si, credo di si. Il cucciolo, non avendo la forza, la velocità o la scaltrezza derivante dall’esperienza, non può fare altro che infondere tenerezza nel predatore di turno. Unica chance per sopravvivere… Il problema non sono i cuccioli, ma piuttosto quando il cucciolo sviluppa l’adulto. Allora la relazione con l’uomo diventa meno spontanea, meno immediata e può prendere due strade: divenire un’amicizia, oppure… un problema.
Siamo a Natale, a Natale siamo “tutti più buoni”, dunque voglio essere comprensivo e provare a fare delle ipotesi senza stroncare talebanamente il discorso: capita che alcuni esseri umani, con la mente ottusa dal “consumo” ad ogni costo e non finalizzato ad uno scopo, bensì autoreferente, riconoscano nel cane un oggetto, appunto, di consumo, al pari di un telefonino, e quando il telefonino non piace più beh, è LECITO buttarlo (piccolo inciso: non è un po’ strano che la proprietà sia un diritto inalienabile, ma che possa “cessare” nel momento in cui lo decidiamo? Posso decidere che un oggetto non “è più mio”, e questo è sufficiente ad abbandonarlo senza ulteriori strascichi di responsabilità… quindi i rifiuti non sono un mio problema, io Lavoro – guadagno – spendo – pretendo… e poi butto. Semplice no?).
Insomma, la legge dice che non si può abbandonare un cane, ma è ahimè ormai controverso che sia moralmente illecito. Fatto sta che i canili municipali vengono costantemente alimentati dal frutto di questa pratica e, ovviamente, non solo di questa. Pepe è dunque un canino fortunato, perché i valori che lo circondano sono altri. Per gli altri, spesso, la sorte è il canile municipale, se non peggio.
Il canile si occupa (scusate: “si dovrebbe occupare”) di dare un’esistenza decente a questi esseri meno fortunati, e a liberare la città da quello che è un impiccio. Canile municipale… chiunque abbia letto Topolino e affini, riconosce come facenti parte della struttura della città-tipo il municipio, la banca, il cinema… e il canile municipale.
Purtroppo Topolino non è passato da Firenze.
A Firenze la situazione è piuttosto diversa.
Il canile dell’ASL di fatto non c’è. E non c’è nemmeno a Sesto Fiorentino, Prato, e paesini, paesetti paesoni dell’interland. Uno però c’è, ed è noto come il Canile del Termine. Di fatto è quello il canile di Firenze. Chi vuole un amico a quattro zampe sa dove rivolgersi, e, soprattutto, vedi sempre i cani in giro in quella zona, portati a fare una passeggiata dai volontari. Il bancone è sempre pieno di roba da mangiare, coperte, scope e detersivi, vecchi medicinali, siringhe (già, perché non c’è solo da dare da mangiare, c’è da pulire per terra, da fare le medicazioni…). La gente conosce la struttura, e ne è parte integrante come essa lo è del tessuto sociale cittadino. Non tutti sanno che quel canile è gestito solo e completamente da volontari, che la proprietà è di una associazione senza fini di lucro, che si è pagata tutto, dal terreno alla costruzione delle baracche, e che il comune di Firenze non ci mette una lira, ops, un centesimo.
Scandaloso vero? Si, direi di si, specie perché i fiorentini hanno le tasse gestite da comune e provincia tra le più elevate d’Italia, ma in compenso le strade con più buche… Ma lasciamo stare un discorso che porterebbe lontano. Inoltre tutti sanno che l’attività del canile del Termine ha sempre sopperito alle mancanze della ASL veterinaria. I volontari raccolgono i cani ogni volta che la questa non interviene (praticamente sempre).
A proposito di Firenze: avete presente i titoli dei giornali di questi giorni riguardo alle inchieste su corruzione e speculazione edilizia, che sta travolgendo la giunta fiorentina?
Vi racconto una storia: da qualche anno, le più diverse autorità hanno posto sotto accusa il canile del Termine con una quantità e una varietà di accuse notevoli: abuso edilizio, abuso della professione veterinaria, appropriazione indebita, violazione delle leggi sugli scali aeroportuali e interferenza coi voli dell'aeroporto, mancata ottemperanza delle norme igienico sanitarie, e forse ancora qualcos’altro… Molte di queste accuse si sono già rivelate infondate, per altre sono aperti procedimenti. E’ recente la sentenza del TAR della Toscana che conferma l’ordinanza di demolizione del canile. Davvero negli ultimi anni si ha la netta sensazione di una volontà tenace di provarci, prima con quell'accusa, poi con quell'altra, pur di arrivare al fine che appare prestabilito: quel canile DEVE andarsene. Per contro dalle autorità cittadine nessuna indicazione è data riguardo alla sorte a cui i 400 cani ivi ospitati subiranno, ed è questo, più che la locazione particolare del canile, che preoccupa chi ne ha a cuore il destino.
D’altra parte qui siamo in piena Via Gluck, e l’area fa gola a tanti e da tanti anni.
Se ci si reca nella zona del Termine, e si alzano un po’ gli occhi, si vedono le gru di Ligresti che stanno iniziando il lavoro di cementificazione della “Piana di Castello”. Tutta l’area è adesso sotto sequestro da parte della magistratura. I quattro magistrati, come appare dal decreto di sequestro dell´area, sono convinti, dopo aver analizzato la vicenda e ascoltato decine di conversazioni intercettate, che vi sia stato un progressivo declino degli interessi pubblici a vantaggio di quelli privati del Gruppo Ligresti. Il sindaco ha riferito a questo proposito il 3 dicembre in Procura.
E allora c’è chi fa due più due… e il risultato “quaglia” direi. Potrebbe allora un cittadino pensare che forse questi sono i motivi veri per cui quel canile DEVE andarsene? E a quel cittadino, magari più interessato al benessere degli animali, ai valori di solidarietà e di socialità, e meno al cemento e agli affari, quale risposta danno le istituzioni?
Scusatemi, ho ecceduto ed abusato della vostra pazienza.
Concludo con gli auguri di Buon Natale e aggiungo soltanto una riflessione:
Ma cos'e' la destra
cos'e' la sinistra
Ma cos'e' la destra
cos'e' la sinistra
Destra sinistra
Destra sinistra
Destra sinistra
Destra sinistra
Destra sinistra
Basta…
http://www.unioneamicidelcaneedelgatto.it/
http://espresso.repubblica.it/cerca?lr=&q=fondiaria&keyword=fondiaria&search=attua "
Una verità di bluecristal svelata il 27/12/2008 alle ore
13:31
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¤ La crudeltà non è arte! ¤
Penso sia giusto rendere partecipe il più alto numero di persone circa un email giuntami oggi. Avevo già sentito tempo fa questa notizia aberrante, ma sono sconvolta dall'essere venuta a sapere che questa crudeltà vuole essere ripetuta in nome dell' "ARTE". Per la serie "Fin dove possono spingersi l'incredibile crudeltà e sadismo umani". Nell'anno 2007 Guillermo Vargas Habacuc, un finto artista costaricano, prese un cane di strada, lo legò con una corda corta ad un muro di una galleria d'arte del Centro America e lo lasciò morire lentamente di fame e di sete, ponendo per giunta a pochi passi dall'animale una ciotola di cibo impossibile da raggiungere a causa del guinzaglio troppo corto. L'autore di questa orribile crudeltà e i visitatori della galleria d'arte erano spettatori impassibili dell'agonia del povero animale, completamente indifferenti alle sofferenze atroci che stava subendo, sofferenze che condividevano nel chiamare "Arte". Dopo parecchi giorni, il cane è morto. Il Museo de arte y diseño contemporaneo ha promosso l'iniziativa e permesso a Habacuc di ripetere la sua crudele azione nel 2008 alla Biennale d'Arte Centroamericana. Guarda questo video: Firma la petizione per ostacolare Habacuc e la Biennale d'arte centroamericana
Una verità di bluecristal svelata il 16/03/2008 alle ore
13:58
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¤ L'incidente di San Francisco ¤
Il 26 dicembre in uno zoo di San Francisco una tigre siberiana è saltata oltre il muro di cinta, ha ucciso un ragazzo di 17 anni e ferito uno di 19. Senza remore l'animale è stato abbattuto. Dopo ventidue giorni la verità è venuta a galla: tre ragazzi, ubriachi e drogati, hanno provocato la tigre, schiamazzando, agitandosi, saltando addirittura sopra il muro di cinta e solleticando i suoi istinti più aggressivi. Non voglio commentare ulteriormente, anche se di cose da dire ce ne sono tante, contro gli zoo, contro la consuetudine di abbattere gli animali che, purtroppo, hanno ucciso esseri umani, contro questa continua abitudine ad utilizzare "due pesi-due misure" nel paragonare uomo e animali, come se non fossimo tutti esseri viventi, come se non avessimo tutti uguale diritto a vivere. La vita di un animale vale davvero obiettivamente così poco rispetto a quella di un uomo? Non sono entrambe patrimoni preziosi da preservare e tutelare? Non voglio continuare, non oggi per lo meno. Vi lascio con la foto di Tatiana, la tigre siberiana uccisa a San Francisco dopo quel tragico 26 dicembre. " Quando un uomo vuole ammazzare una tigre, lo chiama sport; quando la tigre vuole ammazzare lui, la chiama ferocia." (G.B.Shaw)
Un ragazzo, incosciente, è morto. Una tigre, prigioniera, è stata uccisa. 
Una verità di bluecristal svelata il 18/01/2008 alle ore
21:29
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¤ Uccisi i tre orsi del Parco Nazionale d'Abruzzo ¤
Scrivere un articolo su questo mi fa male, molto male... non lo farò, lo prenderò in prestito dal Corriere della Sera! Il cuore sanguina e le lacrime velano i miei occhi! Come si può essere così crudeli e maledetti??? E l'uomo si riconferma sempre la peggior bestia sulla faccia della terra. DAL SITO DEL CORRIERE DELLA SERA Abruzzo, strage di orsi nel Parco nazionale Uccisi per avvelenamento il mitico Bernardo e altri due esemplari di marsicano. Una taglia sui responsabili PESCARA -Potrebbero essere stati avvelenati tre orsi marsicani trovati morti nel Parco nazionale LA TAGLIA E IL SITO A LUTTO - Il fenomeno è dunque particolarmente grave. Al punto che lo stesso Wwf ha deciso di mettere una «taglia» di 10 mila euro sui responsabili: la somma, fanno sapere gli ambientalisti, sarà consegnata a chi sarà in grado di consegnare gli autori del gesto alla giustizia. I Verdi hanno aggiunto altri 10 mila euro all'iniziativa del Wwf. L'associazione del Panda chiede una sorta di «Ris» (i carabinieri specializzati nelle indagini scientifiche) per la tutela dell'orso marsicano, ovvero una squadra investigativa in grado di condurre indagini puntuali e di rintracciare coloro che si sono macchiati di questo reato. Per sottolineare la drammaticità di quanto accaduto, il Wwf Italia ha deciso di listare a lutto il proprio sito Internet. STILLICIDIO DI DECESSI - La morte di Bernardo e degli altri due esemplari femmina, una delle quali era la sua «compagna», è solo l'ultimo caso di uno stillicidio delle uccisioni di plantigradi che negli ultimi anni ha registrato una forte recrudescenza. Sul banco degli imputati sono finiti, tra gli altri, bocconi avvelenati, i percorsi del treno non protetti nella parte che passa all'interno dell'area protetta e anche i carnieri che - secondo alcuni- vengono ancora realizzati nel parco. Secondo le ricerche più accreditate, ricorda la Legambiente, la piccola popolazione di orsi residua nel Parco sarebbe stimata in circa 40-50 individui (report recenti azzardano anche che la quota sia scesa sotto la soglia dei 30 individui). Con l'uccisione di Bernardo e degli altri due esemplari la popolazione dunque si sarebbe ridotta del 4% in un colpo solo. E io mi chiedo: PERCHE'??? d'Abruzzo, Lazio e Molise. A sostenerlo sono sia il Corpo forestale dello Stato, sia il presidente dell'ente, Giuseppe Rossi. Le carcasse degli animali trovati deceduti - due femmine e un maschio, il celebre Bernardo che era diventato da tempo uno dei simboli del Parco (era nata addirittura un'associazione, «Amici di Bernardo», che si occupa tra l'altro di risarcire i proprietari di galline di cui l'orso era ghiotto) - sono state trasferite all'Istituto zooprofilattico di Roma per l'esame necroscopico di rito. La Forestale fa sapere che all'interno del territorio abitato dall'orso sono stati anche rinvenuti i resti di una capra su cui si stanno effettuando degli esami necroscopici per verificarne l'eventuale avvelenamento». E il Wwf rivela che altri animali, nella fattispecie due lupi, sono risultati morti, sempre per avvelenamento, nella stessa zona.
EPISODI GRAVISSIMI- Uccidere un orso marsicano, uno dei pochissimi esemplari che popolano le montagne dell'Appennino - commenta Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf e anima del parco naturale abruzzese - , è come abbattere un pezzo di Cappella Sistina. Sempre nella Marsica l'anno scorso sono stati ritrovati più di 10 grifoni avvelentati e tanti altri animali. Ora serve una risposta ferma e puntuale sulla prevenzione». «Non ci sono parole per definire questa ennesima mattanza - aggiunge Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente -. Siamo di fronte a delinquenza pura e brutale alla quale bisogna rispondere con la massima determinazione nell'annientare il bracconaggio».
Una verità di bluecristal svelata il 02/10/2007 alle ore
20:14
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¤ Volpino salva la vita a 140 persone ¤
Dramma sventato in tempo a Fiumicino Il volo 116Y1 della compagnia BlueAir, diretto a Bucarest da Fiumicino, ha sfiorato la tragedia nel pomeriggio di giovedì 9 agosto 2007: l’aeroplano era infatti in procinto di decollare con il vano bagagli aperto, senza che nessuno se ne fosse accorto. La stiva aperta avrebbe creato notevoli problemi alla pressurizzazione del velivolo, il quale avrebbe rischiato di precipitare con le centoquaranta persone a bordo.
Tutto questo sarebbe potuto accadere se non ci fosse stato l’intervento provvidenziale di un... volpino! Proprio così, avete letto bene!
Il cane era stato stivato nel vano bagagli in quanto la compagnia aerea non ammetteva animali a bordo, neppure di piccola taglia: il suo padrone Stoica Ionut, rumeno, lo aveva sistemato in un bagaglio a mano non conforme al trasporto, aveva chiuso la porticina della gabbia con del nastro adesivo ed era stato costretto a collocare l’animale nella stiva.
Ma il volpino, di due anni di età, evidentemente non aveva accettato la collocazione in mezzo a bagagli e valigie di ogni sorta e per di più lontano dal proprio padrone e, quindi, aveva preso a rosicchiare il nastro adesivo che chiudeva la gabbietta in cui era prigioniero. Nel frattempo l’aereo aveva iniziato la fase taxi, vale a dire il trasferimento dal parcheggio alla pista, in attesa del decollo. Il cagnolino, liberatosi dalla gabbia e trovato il vano bagagli aperto, non avrebbe impiegato molto ad uscire dall’aeroplano e poi iniziare una rincorsa al velivolo.
Possiamo solo immaginare la sorpresa del suo padrone quando, guardando dal finestrino, ha scorto il suo cagnolino correre dietro l’aereo: Stoica Ionut ha subito dato l’allarme al personale di bordo e il comandante ha fermato immediatamente il mezzo.
Se non ci fosse stata questa coincidenza fortuita, se il padrone non avesse visto il suo volpino dal finestrino, il volo sarebbe decollato e probabilmente non sarebbe mai giunto a destinazione.
Centoquaranta persone devono ora la propria vita ad un piccolo batuffolo ribelle: vogliamo sperare che la compagnia e il personale dell’aereo abbiano accolto a bordo il volpino dopo questa prova di inconsapevole eroismo.
Una verità di bluecristal svelata il 10/08/2007 alle ore
20:52
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¤ Animali maltrattati: chi è il vero bastardo? ¤
Due cani dati alle fiamme a distanza di pochi giorni e altre atrocità A volte si sentono notizie che fanno rabbrividire, che ci fanno chiedere quanto sia realmente umano l'essere umano. Sono notizie che riguardano non solo il rapporto tra gli uomini, ma anche quello con gli animali, frequentemente vittime senza voce destinate a subire l'incredibile efferatezza di certi esseri immeritevoli di essere considerati persone. Il dramma, stavolta, è accaduto pochi giorni fa' ad Isola del Liri, in località Carnello, a pochi chilometri da Frosinone. Un cucciolo di cane meticcio, adottato dagli abitanti del luogo, è stato legato per le zampe posteriori e arso a testa in giù al rogo di un falò. Creduto morto, è stato trascinato dai suoi carnefici per la strada, per poi essere gettato in un cespuglio, come un rifiuto, come un giocattolo vecchio che non diverte più. Il povero cane è stato ritrovato miracolosamente ancora in vita da alcuni abitanti della zona ed è stato immediatamente sottoposto alle cure d'emergenza del veterinario e di alcuni volontari di un'associazione per la tutela degli animali. Sembra che riuscirà a salvarsi, ma le cure saranno lunghe e dolorose: il cagnolino presenta tremende scottature sul muso e sul resto del corpo, per le quali sono previsti mesi di assistenza per un recupero quantomeno dignitoso. Su questa vicenda di incredibile brutalità stanno indagando i carabinieri di Isola del Liri: si ipotizza che i colpevoli siano i membri di un gruppo di teppisti della zona. Per noia, per divertimento, per intolleranza estrema, per mancanza di rispetto, per crudeltà innata hanno ridotto in fin di vita un povero animale che ha avuto la sfortuna di incrociare la loro strada. Se state pensando che questo sia un caso isolato, vi assicuro che così non è: un altro cane, pochi giorni prima, era stato dato alle fiamme in Valtellina, nella frazione di Carona di Teglio. Nottetempo qualcuno si era addentrato nel giardino in cui la povera bestiola si trovava: l'anziano padrone è stato svegliato dalle tremende urla di dolore del cane avvolto dalle fiamme. A nulla sono valsi i soccorsi, l'animale non è sopravvissuto: si pensa che sia stata una vendetta nei confronti del suo padrone. L'oscurità della notte sembra essere la condizione adatta per compiere gesti nefandi e imperdonabili. Qualche mese fa a Roma, in zona Montesacro-Talenti, un gatto randagio è stato pestato a morte da un gruppo di ragazzi all'uscita di un pub, forse ubriachi, forse no: ma nulla può giustificare questo gesto, così Le crudeltà non riguardano, però, solo gli animali a noi più vicini: torna alla mente anche un episodio accaduto nel gennaio 2007, quando in Lombardia un bracconiere assassinò per divertimento una delle In Italia esiste una legislazione in merito (L 189/2004), che prevede dai tre ai diciotto mesi di carcere per chi si macchia di assassinio di un animale (art. 544/bis), così come un'ammenda che va dai 3000 ai 15000 euro e dai tre mesi ad un anno di carcere per chi compie maltrattamenti (art. 544/ter). Tuttavia queste pene appaiono irrisorie a quanti condividono l'amore e il rispetto per gli animali. Leonardo Da Vinci, uomo profondamente animalista noto a tutti per il suo grande genio, scrisse una frase che racchiude la speranza e forse, ci piace credere, la profezia di un futuro diverso nel rapporto tra uomo ed animali: “Verrà il giorno in cui gli uomini giudicheranno l'uccisione di un animale come essi giudicano oggi quella di un uomo.” Ci auguriamo che sarà realmente così. 
come non si può giustificare, anni or sono, il rogo di un gatto docile e dolcissimo appartenente ad una colonia felina in viale Ionio, nella stessa zona di Roma. Del 2001 è invece un altro terribile fatto: a Casatico di Marcaria, vicino Mantova, due individui ultrasessantenni hanno immerso Aronne, un piccolo cane, in un recipiente di acqua bollente. Motivazione? Il cane aveva defecato nel giardino di uno di loro. Dopo quindici giorni di agonia Aronne è morto. Altra triste storia è quella di Bernie, un pastore tedesco che una coppia di Barcellona ha, per dodici anni, tenuto rinchiuso in uno sgabuzzino al buio, senza farlo uscire mai e picchiandolo ferocemente perché faceva i propri bisogni sul pavimento. Ora è in un canile e cerca una famiglia, una speranza per ricominciare a vivere. Tanti poi sono gli episodi di gatti e cani (specie cuccioli) lasciati morire in sacchetti abbandonati nei cassonetti della spazzatura: un modo veloce ed aberrante per sbarazzarsi di una cucciolata non voluta.
otto aquile reali che nidificano nelle alpi vicino Lecco. L'uomo attirò lo splendido volatile con una carcassa di pecora, uccidendolo poi a fucilate; subito dopo infierì sul suo corpo, spezzandogli le ali e probabilmente anche una zampa. Sono moltissimi i casi come quelli appena citati, purtroppo: di tanti non si ha notizia poiché solamente pochi raggiungono i giornali, diventano di dominio pubblico e mostrano la punta di un iceberg ben più grande e ingombrante di quanto la maggior parte di noi possa solo minimamente immaginare. Come si possono giustificare atti aberranti di questo genere? Come si possono uccidere, torturare, massacrare altri esseri viventi per divertimento, come passatempo per sfuggire alla noia, per insolenza e mancanza di rispetto e sensibilità? E i fautori di questi crimini verranno puniti oppure no?
Una verità di bluecristal svelata il 24/05/2007 alle ore
15:35
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