¤ Benazir Bhutto è morta! ¤


Sono sconvolta da questa notizia: Benazir Bhutto, ex primo ministro pakistano e presidente del Pakistan People Party, tornata da pochi mesi nel suo paese, è rimasta uccisa a Rawalpindi da un attentato suicida per mano di Al Quaeda, secondo alcuni con la complicità dello stesso governo in carica.  Due attentatori su una moto si sono avvicinati all'auto della Bhutto e hanno sparato almeno cinque colpi con un fucile mitragliatore Ak75 (kalashnikov), colpendo la leader dell'opposizione alla nuca. Ayman Al Zawahiri ha rivendicato l'attentato, dichiarandosi contento di aver eliminato un'importante pedina degli americani. Nell'attacco, hanno perso la vita anche altre venti persone. Sono costernata, addolorata, sconvolta veramente. Benazir Bhutto era la speranza di gran parte del popolo pakistano ed è stata uccisa a due settimane dalle elezioni, previste per l'8 gennaio. Alla notizia della sua morte, tutto il paese è stato attraversato da sommosse e tumulti.

Ammiro il coraggio e la forza che questa donna ha sempre dimostrato e ho sempre temuto, dal suo ritorno in Pakistan, che estremisti islamici avrebbero fatto di tutto per farla fuori. Quel giorno purtroppo è arrivato. Si è spenta la grande speranza del popolo pakistano.



Una verità di bluecristal svelata il 27/12/2007 alle ore 19:05
¤ p.link ¤ commenti (2) ¤ [news, tempi moderni, violenza, in memoria] ¤



¤ Forza Clementina! ¤


Beppe Grillo, dal suo blog, ha promosso un'iniziativa per sostenere il Gip di Milano Clementina Forleo, bersaglio di un provvedimento disciplinare da parte del Consiglio Superiore della Magistratura per le sue indagini che hanno toccato personaggi politici appartenenti a DS e all'ex-Forza Italia. Il capo d'accusa è il seguente:

“La Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato all’unanimità l’apertura della procedura per incompatibilità ai sensi dell’art. 2 della Legge sulle Guarentigie nei confronti della dott.ssa Mariaclementina Forleo, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, in relazione a situazioni di grave disagio determinatesi nell’ambiente nel quale ella svolge le proprie funzioni giudiziarie e a dichiarazioni pubbliche rese dal magistrato relativamente ad interferenze ed intimidazioni istituzionali subìte, che non hanno trovato riscontro nell’istruttoria svolta”

Una volta i magistrati che svolgevano a fondo il proprio lavoro venivano assassinati. Adesso vengono tolte loro le indagini che seguono, diventano oggetto di provvedimenti disciplinari e di trasferimenti coatti (vedi caso del PM De Magistris). In Italia non esiste più una Giustizia, o forse non è mai esistita. Come cittadini italiani, poco possiamo fare, ma quel poco che è in nostro potere, facciamolo! L'iniziativa di Beppe Grillo consiste nell'inviare una missiva al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale è anche Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Clicca sul link sottostante per aderire e inviare il tuo messaggio.

Nessuno tocchi Clementina

 

Io ho inviato il seguente messaggio:

"Gentile Presidente Napolitano,
Le scrivo a proposito della decisione di applicare un provvedimento disciplinare nei confronti del PM Clementina Forleo. Come cittadina italiana, non trovo assolutamente giusto che la Magistratura, che dovrebbe essere indipendente dalla politica, agisca contro chi fa gli interessi del Paese, nel tentativo di una maggiore trasparenza e legalità. Credo, anzi, che lo Stato dovrebbe essere orgoglioso di avere giudici che hanno il coraggio e la forza di perseguire a fondo l'incarico per il quale sono chiamati, anche con il rischio di toccare personaggi potenti. Pertanto, agendo contro il Pm Forleo o il Pm De Magistris, veri esempi positivi per la collettività in un Paese pieno di problemi come il nostro, il sentimento dominante tra i cittadini italiani è di un tradimento da parte delle istituzioni a vantaggio di personaggi che non hanno agito correttamente e nella legalità. Confido in una valorizzazione del lavoro di questi magistrati, piuttosto che in un loro isolamento per aver cercato di svolgere il loro lavoro negli interessi della collettività."


Una verità di bluecristal svelata il 23/12/2007 alle ore 11:32
¤ p.link ¤ commenti ¤ [politica, opinioni, personaggi, giustizia, tempi moderni, beppe grillo] ¤



¤ La sposa bambina ¤


La foto dell'anno del concorso Unicef 2007 è di Stephanie Sinclair, freelance americana, che ha catturato in questo scatto un'immagine del matrimonio in Afghanistan tra Faiz Mohammed, quarantenne, e Ghulam, una bambina di undici anni. Lo sguardo della bambina rivela l'inquietudine nei confronti di quell'uomo che le è stato imposto come marito. Alla domanda della giornalista: "Cosa provi oggi?", Ghulam ha risposto: "Nulla. Non conosco quest'uomo. Cosa dovrei provare?". Ghulam è la decima moglie di Faiz Mohammed.

Nel mondo milioni di bambine sono costrette a sposare uomini che potrebbero essere i padri.  Strappate all'infanzia, sono costrette a diventare adulte troppo presto e contro la loro volontà, per povertà, per tradizione, per volere della famiglia o del clan. Povere, povere bambine...

 



Una verità di bluecristal svelata il 17/12/2007 alle ore 19:15
¤ p.link ¤ commenti (2) ¤ [bambini, fotografia] ¤



¤ Addio macchina da scrivere (era ora)!!! ¤


Una buona notizia per chi  vuole entrare nell'Ordine dei Giornalisti Professionisti: la Commissione Cultura della Camera ha approvato la proposta di legge di Pino Pisicchio, presidente della Commissione Giustizia, che abolisce l'uso della macchina da scrivere nell'esame di stato e introduce l'uso del personal computer. Di fatti, fino ad oggi, per poter sostenere l'esame di stato, gli aspiranti giornalisti dovevano preventivamente ricercare una macchina da scrivere del tipo "lettera 22" - vero e proprio pezzo d'antiquariato. Finalmente ora una ventata di modernità è arrivata anche qui... a quando la sospensione vera e propria dell'Ordine?!?

  [Photocredits: bradi ]



Una verità di bluecristal svelata il 13/12/2007 alle ore 14:00
¤ p.link ¤ commenti (1) ¤ [news, giornalismo] ¤



¤ Il Natale con la Comunità di Sant'Egidio ¤


Dal 1982 una scelta per trascorrere il Natale in maniera socialmente utile e per vivere più profondamente il vero spirito della festa

3Dicembre è appena iniziato e per molti di noi è sinonimo di Natale: una festa della quale, con il tempo, si è perso il vero significato, diventando una corsa al regalo e alla frenesia consumistica che poco ha a che vedere con il senso autentico di questo giorno.
Inutile negarlo: molte persone hanno perso lo spirito del Natale. La preparazione in vista del 25 dicembre viene avvertita molto spesso come un qualcosa che deve essere fatto per tradizione, non per effettivo trasporto: la ricerca del dono è vissuta sempre più frequentemente come una forzatura, un obbligo da assolvere per quieto vivere.
La società è cambiata nel corso dei decenni ed è cambiata anche la famiglia: mancano spesso la serenità e quel sentirsi parte integrante di un gruppo allargato di persone, e forse anche questo contribuisce a un cambiamento di sensibilità nei confronti della festa.

Ma, in questa prospettiva di declino, c’è ancora la speranza di un recupero: dal 1982 la Comunità di Sant’Egidio, famosa per le sue attività di solidarietà in campo internazionale, organizza il Pranzo di Natale con i poveri e con gli anziani soli.
Si tratta di una tradizione nata casualmente quando un piccolo gruppo di persone povere fu accolto al pranzo natalizio della Basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma: da allora, anno dopo anno, la Comunità ha ospitato sempre più persone e ha esteso la 2consuetudine in altre parti del mondo, coinvolgendo, nel 2000, migliaia di individui, di ogni età, sesso e religione, in cinquantadue paesi diversi.
Tanti sono coloro che partecipano a questa giornata di festa: barboni, profughi senza tetto, bambini di strada, mendicanti, stranieri, anziani soli, malati, carcerati, ma anche persone che, ricercando il vero senso del Natale, collaborano attivamente alla preparazione di questo evento.

La religione non è un limite e tutti - cristiani, ebrei, musulmani – prendono parte a questa giornata di festa in un clima di grande rispetto ed amicizia.
Il pranzo della Comunità di Sant’Egidio vuole raggiungere tutti i luoghi del dolore, dell’emarginazione e della solitudine: non solo parrocchie, ma anche istituti per anziani, carceri, ospedali e le stesse strade, nei quali angoli bui spesso e volentieri si trovano i senzatetto e i poveri che trascorrono in solitudine una giornata che dovrebbe essere all’insegna della gioia e della socialità.
La realizzazione del pranzo, nelle varie città, è frutto della collaborazione di tutti: chiunque, infatti, può partecipare alla raccolta di cibo e dei doni che saranno poi distribuiti il 25 dicembre.

Sono richiesti in particolar modo:

4- Carta da lettere; torce tascabili; giochi di società portatili; carte da gioco; set di manicure tascabile; set da cucito tascabile; set da barba tascabile; radioline; porta-documenti; penne da regalo; quaderni; agendine; portafogli;

- Coperte; sacchi a pelo; foulards; ombrelli; k-way; marsupi; zainetti; borsoni; bicchieri chiudibili; thermos da viaggio; giocattoli; cappelli di lana; guanti; sciarpe; calzettoni, biancheria intima; cravatte; maglioni e tute unisex; trousse; bigiotteria; prodotti per l'igiene personale;

- Dolci, tavolette di cioccolata; dolci natalizi morbidi; spumante; succhi di frutta, alimenti per bambini; formaggio, olio, riso, caffè, generi alimentari in scatola (tranne la carne).

Se vuoi partecipare anche tu, clicca qui per avere l'elenco dei centri raccolta di Roma.

Per avere informazioni sui luoghi di raccolta nelle altre città, chiama il numero 06.8992234 o tieni d’occhio il sito della comunità di Sant’Egidio, dove troverai informazioni anche sulle modalità per versare un contributo in denaro.
Dare un aiuto concreto a questa iniziativa è un modo per ritrovare quel senso della festa che appare ormai perduto e per entrare in contatto con una realtà che molto spesso i nostri occhi, presi da frenetiche routine, non riescono a vedere davvero.

1



Una verità di bluecristal svelata il 12/12/2007 alle ore 18:05
¤ p.link ¤ commenti (1) ¤ [chiesa, ricorrenze, religione, articoli, giovani] ¤



¤ Prodi non incontrerà il Dalai Lama ¤


Il Dalai Lama,  in Italia dal 5 al 17 dicembre, non sarà ricevuto dal Presidente del Consiglio Romano Prodi a causa di precedenti ed inderogabili impegni internazionali. La comunità tibetana è rimasta molto delusa da questo due di picche e Bruno Mellano, deputato radicale della Rosa nel Pugno, ha sottolineato che il Dalai Lama avrebbe sicuramente spostato qualche suo impegno nella penisola per incontrare Romano Prodi, se solo questi avesse manifestato piacere ad incontrarlo. Si tratta sicuramente di una scelta molto sbagliata, considerando l'importanza del Dalai Lama e del suo impegno di non-violenza per conquistare l'autonomia del Tibet dalla Cina.

Sorge spontaneo un dubbio: Romano Prodi non avrà fatto questo per non dispiacere al governo di Pechino, che più di una volta ha "minacciato" i capi di Stato dei vari paesi affinché non incontrassero il Dalai Lama (ritenuto un pericoloso e acerrimo nemico)?!?

 



Una verità di bluecristal svelata il 12/12/2007 alle ore 14:24
¤ p.link ¤ commenti (1) ¤ [politica, pillole] ¤



¤ Più libri, più liberi ¤


La sesta edizione della Fiera della piccola e media editoria, svoltasi presso il Palazzo dei Congressi di Roma (EUR), è giunta oggi al suo termine. Quattro giorni di cultura, tra stand ed espositori di circa 380 case editrici, convegni, dibattiti e presentazione di libri. Oggi sono andata e ho partecipato alla presentazione di un libro di Beppe Lopez, La casta dei giornali, ed. Stampa Alternativa/Nuovi equilibri (10 €), inerente alla seria questione dell'ingerenza della politica nella vita giornalistica del Paese. Si tratta veramente di un grande problema: sappiamo che purtroppo molti ambiti della vita sociale sono soggetti a quella sorta di "nepotismo" che lega i beneficiari ai benefattori, ma questo atteggiamento è molto grave se applicato - come avviene - al giornalismo. Nel nostro Paese succede qualcosa che non dovrebbe accadere: la politica, attraverso un grande finanziamento pubblico ai giornali, controlla i giornalisti e questo impedisce che avvenga il contrario, ovvero che i giornalisti facciano i "cani da guardia" del potere. La censura è molto forte, anche se sembriamo non avvertirla, e questo comporta la non libertà dei giornalisti di fare davvero il loro mestiere. Al dibattito hanno partecipato, oltre all'autore, anche Sandro Curzi, Rossend Domenech (giornalista dello spagnolo "El Periodico"), Udo Gumpel (giornalista del tedesco "N-Tv"), Philip Willan (giornalista dell'inglese "The Guardian").  Ho acquistato il libro e, appena lo avrò letto, vi saprò dire di più. Nel frattempo, ecco la quarta di copertina, per chi fosse interessato:

 "Anche le più recenti e clamorose inchieste che hanno puntato l'indice contro la "casta" e i "costi" della politica glissano su uno dei più grossi scandali politico-amministrativi degli ultimi decenni: il finanziamento statale dei giornali. Eppure un portentoso flusso di danaro pubblico, calcolato sui 700 milioni di euro in un anno, finisce per mille rivoli, sotto forma di contributi diretti o indiretti - attraverso una stratificazione di norme clientelari, codicilli, trucchi e vere e proprie triffe - nelle casse di grandi gruppi editoriali, organi di partito, cooperative, giornali e giornaletti, agenzie, radio e Tv locali, ma anche di finti giornali di finti "movimenti" e di cooperative fasulle. Rimpolpando gli utili degli azionisti di grandi testate in attivo. Alimentando sottogoverno e clientele. E consentendo illecite rendite e privilegi mediatici a un esercito di "amici degli amici". Un dossier/pamphlet su un intricato caso di rapina delle risorse pubbliche e di distorsione del mercato e della vita democratica indispensabile per capire lo stato di mortificazione dell'informazione in Italia e la sua riduzione a "specchio del diavolo" della casta del Potere."

Da notare: nessuna testata nazionale ha recensito questo libro. Chissà perché?!?



Una verità di bluecristal svelata il 09/12/2007 alle ore 20:38
¤ p.link ¤ commenti (6) ¤ [libri, eventi, giornalismo, censura] ¤



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"In Veritas" nasce come luogo di riflessione, critica, informazione e scambio: un posto dove poter esprimere il mio punto di vista e poter scrivere a proposito di alcune questioni sociali, politiche, ambientali, culturali.
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Il mio nome è Vanessa, ho 24 anni, sono laureata in Letteratura, Musica e Spettacolo (curriculum Letterature europee moderne) e studio Editoria e Scrittura presso la Facoltà di Lettere & Filosofia dell'Università "La Sapienza" di Roma. Mi piace tenermi informata ed osservare con spirito critico ciò che accade nel mondo: il Giornalismo è il mio obiettivo e il mio sogno nel cassetto. Ho collaborato come articolista per il portale Giovani e per il sito Girlpower e attualmente sono redattrice e responsabile dell'ufficio stampa per il magazine Cultumedia.




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