
¤ Quando scompare un Grande... ¤
Quando scompare un Grande, il mondo sembra restare attonito, senza parole. È una sensazione che richiama l’immagine di una grande apnea collettiva che risucchia tutti in un vuoto di parole. Ognuno sembra rivivere, in quel vuoto, ricordi che appartengono ad un’altra epoca, non importa se davvero remota oppure se prossima al presente. Ognuno sembra rinchiudersi in quella bolla immersa in un’altra dimensione spazio-temporale, in cui rivivono emozioni passate e a volte risuona una canzone particolare, che ci ha coinvolti, che ci ha fatto ballare o piangere o sentire in un modo così incredibile da imprimersi per sempre nella nostra memoria. E nel bel mezzo di questi ricordi, a cui sono legati altri ricordi, ecco che…pam! La bolla scoppia. E, quasi spaventandoci, ci rivela la realtà: la persona che ha accompagnato un tratto della nostra vita, senza nemmeno conoscerci, non c’è più. 
Una verità di bluecristal svelata il 29/06/2009 alle ore
15:09
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¤ In Viso Veritas: il volto e i suoi segreti ¤
Sembra una frase rubata da una fiaba, pronunciata a qualche folletto curioso da una maga nascosta in mezzo al bosco, indaffarata tra pozioni magiche e pendoli ipnotici. Ma non è così! In realtà è il nostro volto che parla di noi, senza nemmeno chiederci il permesso, e, da impertinente, può dire veramente tanto, più di quanto noi stessi addirittura immaginiamo! In che modo? La saggezza popolare attribuisce ad alcune caratteristiche somatiche altrettante caratteristiche caratteriali: e così, se abbiamo le labbra carnose evocheremo l’idea di una persona passionale, se il nostro viso ha una forma tonda e piena le altre persone penseranno che siamo gioviali e simpatici, mentre se abbiamo il naso aquilino qualcuno sarà convinto di avere dinanzi una persona precisa e riservata. Ma quanto effettivamente c’è di vero in queste impressioni? A risponderci è la morfopsicologia, una disciplina nata nel 1937 dall’incontro della psicologia con la biologia, grazie all’opera del dott. Louis Corman (1901-1995), il quale è stato per quarant’anni direttore del servizio di Psichiatria presso l’ospedale Saint Jacques di Nantes (Francia). La morfopsicologia si pone l’obiettivo di interpretare l’anima (psiche) di una persona partendo dalle forme (morfo) del suo viso, le quali devono essere analizzate nel loro insieme e non solo nel particolare. La tesi di fondo riguarda la concezione del volto come punto d’incontro tra il nostro patrimonio genetico e l’ambiente in cui viviamo: le esperienze positive o negative ci segnano psicologicamente e contribuiscono alla modifica della “geografia” facciale. Come scienza dinamica, la morfopsicologia prende in considerazione anche le varie fasi della vita di un essere umano e l’evoluzione dei suoi lineamenti in seguito alla maturazione psicologica. Chi si occupa di questa disciplina tiene a sottolineare che un tratto del viso, se analizzato da solo, non significa nulla, poiché è importante metterlo in relazione con l’insieme dei tratti somatici.
“Guardami e ti dirò chi sono!”
Una verità di bluecristal svelata il 13/06/2009 alle ore
14:50
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¤ Il mestiere dell'inviato speciale ¤
Oltre i confini nazionali, a migliaia di chilometri di distanza dalla madrepatria, centinaia di giornalisti sono tutti i giorni all’opera per raccontare al mondo, ma soprattutto ai propri connazionali, eventi altrimenti scarsamente conoscibili. Alla loro penna e alla loro voce è affidato il compito non solo di divulgare le notizie di guerre, di eventi epocali, di disastri naturali o artificiali, ma anche di documentare realtà e altre umanità.
È un mestiere che comporta indubbiamente dei rischi, ma che pone l’inviato nella situazione privilegiata di poter vivere la Storia in prima persona. Tuttavia, con l’avvento di internet e con la crisi economica crescente, anche la figura del giornalista di frontiera sta subendo dei cambiamenti notevoli. Ne abbiamo parlato con Pietro Veronese, inviato speciale di Repubblica e docente di giornalismo d’inchiesta presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “La Sapienza” di Roma, nonché autore del libro “Africa. Reportages” (Laterza, 1999), un’interessante raccolta di articoli che documenta varie realtà vissute dal giornalista nel continente africano.
Diventare inviato speciale è sempre stato il suo obiettivo fin dagli inizi della sua carriera o è stata una decisione maturata nel tempo?
Non è stata una mia intenzione, così come non lo era diventare giornalista: è stato tutto abbastanza casuale! Però, da quando ho iniziato questo mestiere, mi sono sempre occupato principalmente di notizie internazionali e ho sempre ritenuto che non si può diventare un giornalista compiuto in quell’ambito se non scegliendo di partire come inviato. Quindi ho ritenuto indispensabile riuscire a fare quel tipo di lavoro, almeno per una fase della mia vita professionale: non si può fare il giornalista di esteri se non si conosce un po’ il mondo!
Lei è un esperto delle realtà africane ed è stato in prima linea durante i conflitti della ex-Jugoslavia, del Kosovo, del Medio Oriente: vedere con i propri occhi determinate realtà e poterle raccontare a chi non le vive è sicuramente un privilegio, ma anche un grande rischio. Qual è l’esperienza che ricorda con più piacere e quale quella più brutta della sua carriera di inviato speciale?
C’è un momento del mio lavoro che ricordo come molto bello e molto brutto insieme, ma che non ha a che fare con il rischio: si tratta della liberazione di Nelson Mandela nel 1991. La notizia che Mandela sarebbe stato liberato arrivò con pochissimo preavviso: era un momento in cui il governo sudafricano dell’epoca aveva annunciato una serie di misure di liberalizzazione, tra cui la legalizzazione dell’Africa National Congress, che era stato bandito come illegale per decenni, e lo smantellamento parziale del sistema di segregazione razziale. Si sapeva che Mandela sarebbe stato liberato, ma si pensava che fosse una decisione destinata ad un futuro a medio termine, per lo meno di qualche mese. Invece pochi giorni dopo annunciarono che la liberazione sarebbe stata imminente: questo fece sì che l’evento, molto seguito dai media, non ebbe quella colossale copertura mediatica che probabilmente avrebbe avuto se annunciato con anticipo. Anche all’indomani della liberazione, alla prima conferenza stampa di Mandela, eravamo circa quaranta giornalisti, non cinquecento. Io lo ricordo come un avvenimento molto emozionante e toccante: Mandela uscì a piedi dai cancelli della prigione, tenendo per mano l’allora sua moglie Winnie. C’era anche un altro fatto: il viso di Mandela non era stato più fotografato da prima dell’ultima condanna, cosicché nessuno sapeva come fosse diventato dopo un trentennio di prigionia e questo fu oggetto di una grande speculazione internazionale. Rivedere il suo volto fu un altro motivo di grande emozione!
Tutto questo però è anche un brutto ricordo, frustrante per me, perché tutto questo accadeva di domenica e all’epoca Repubblica usciva ancora sei giorni a settimana, quindi tutto questo momento, che, tra tutte le cose di cui mi sono occupato, è stato quello di maggiore rilevanza storica destinato a restare nei libri, io non l’ho potuto raccontare.
Una verità di bluecristal svelata il 07/05/2009 alle ore
15:39
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¤ commenti ¤ [interviste, articoli, giornalismo, cultumedia] ¤
¤ Darwin 1809-2009 ¤
In occasione del bicentenario dalla nascita di Charles Darwin, la società Codice. Idee per la cultura di Torino e l’Azienda Speciale Palaexpo di Roma hanno realizzato in Italia la più importante mostra di tutti i tempi dedicata al celebre scienziato inglese che, con le sue rivoluzionarie teorie, ha cambiato la concezione del mondo. Ispirata all’esposizione organizzata dall’American Museum of Natural History di New York, la mostra Darwin 1809-2009 guida il visitatore alla scoperta della vita di Darwin, delle sue esperienze, delle sue illuminazioni, ponendo l’accento sul contrasto tra scienza pre-darwiniana e scienza post-darwiniana. Continua su Cultumedia
Nell’Inghilterra del XVIII sec. si credeva che le specie animali non fossero imparentate, che la Terra avesse solamente 6000 anni di vita e che gli esseri umani non facessero parte della natura, ma fossero al di sopra di tutto. Tuttavia, già timide teorie evoluzioniste iniziavano in quell’epoca ad affacciarsi e, curiosità, fu proprio il nonno di Charles, Erasmus Darwin, ad offrire un importante antecedente: questi sosteneva, nel saggio del 1794 intitolato “Zoonomia”, che le varie forme di vita nel pianeta si fossero sviluppate a partire da un singolo minuscolo filamento che subì un’evoluzione nel corso dei secoli. Tuttavia la sua teoria non era abbastanza approfondita, né dimostrabile empiricamente. Le varie idee scientifiche e filosofiche di Erasmus Darwin avrebbero comunque ispirato il capolavoro letterario Frankenstein di Mary Shelley.
Una verità di bluecristal svelata il 24/04/2009 alle ore
23:52
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¤ Lutto nazionale ¤
Ogni parola è superflua di fronte a quella sfilza di bare che sembra non finire, di fronte a quelle magliette, quei peluche, quei piccoli giochi su quelle piccole bare bianche. Ogni parola si spezza nel magone che ingombra la gola e sale agli occhi, nel tentativo di sciogliersi in lacrima. Ogni parola può essere pronunciata domani. Oggi no. Oggi è il giorno del rispettoso silenzio. 
Una verità di bluecristal svelata il 10/04/2009 alle ore
16:32
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¤ Il terremoto in Abruzzo: come aiutare? ¤
6 aprile 2009, ore 3.33 minuti, tutto ha iniziato a tremare: sono a Roma e lo spavento è stato tanto. Grande la sensazione di fragilità, ma per fortuna qui non è stata seguita da gravi conseguenze. La mia angoscia allora ha iniziato a rivolgersi nei confronti delle popolazioni che si trovano nelle zone epicentro del sisma, ma a quell'ora ancora i notiziari tacevano e così sono tornata a dormire, seppur con un grande punto interrogativo nella testa. Stamattina l'orrore in televisione: L'Aquila e l'Abruzzo in ginocchio a causa di un fortissimo terremoto (il più disastroso da un millennio a questa parte, dicono) che ha provocato quasi 100 morti, una cifra che tenderà a crescere nelle prossime ore. Mi sento impotente e come me si sentono tante persone che vorrebbero dare una mano. Un modo c'è. Anche due. Forse anche tre. Un piccolo aiuto che unito a tanti altri piccoli aiuti può fare la differenza! 



CHI SI TROVA A ROMA PUÒ PORTARE CIBO E COPERTE A: Sede de L'Opinione, via del Corso 117, Tel 06.6954901 - Tel 06.99704299 Fare Ambiente, via Nazionale 243, tel. 06 48029924.
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Una verità di bluecristal svelata il 06/04/2009 alle ore
15:35
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¤ Sabina Guzzanti e il suo "Vilipendio" ¤
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Satira politica, energia polemica e indignazione da vendere: questi sono gli ingredienti per il one-woman show di Sabina Guzzanti, in tour da novembre con il suo spettacolo “Vilipendio” ed in scena dal 27/03 al 01/04 e dal 28/04 al 03/05 presso il Teatro Ambra Jovinelli di Roma.
Perché “Vilipendio”? La ragione della scelta di questo titolo per il proprio spettacolo è legata all’accusa di vilipendio alla religione mossa contro la celebre attrice satirica in seguito alla manifestazione “No Cav Day” che ebbe luogo nel luglio 2008 a Piazza Navona: in questa circostanza, Sabina Guzzanti criticò molto duramente sia la classe politica al governo, che Papa Benedetto XVI. Il reato di vilipendio, introdotto nel 1889 nell’ordinamento giudiziario italiano come reato di blasfemia a prescindere dal culto e modificato sotto il regime fascista, nel 1930, come reato contro la religione cattolica, è ancora presente nel nostro codice penale, pur essendo stato sconfessato e definito anticostituzionale da quattro sentenze della Corte Costituzionale, nonché dalla legge 85/2006 (http://www.parlamento.it/leggi/06085l.htm). La Guzzanti ha protestato contro l’accusa mossale contro, affermando che un reato dell’epoca fascista è ancora considerato tale mentre il reato di apologia del fascismo viene molto spesso ignorato.
Una verità di bluecristal svelata il 03/04/2009 alle ore
19:20
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"In Veritas" nasce come luogo di riflessione, critica, informazione e scambio: un posto dove poter esprimere il mio punto di vista e poter scrivere a proposito di alcune questioni sociali, politiche, ambientali, culturali.
Invito chiunque passi su queste pagine virtuali a esprimere la propria opinione in merito agli argomenti trattati, così da poter aprire un confronto critico e costruttivo per tutti!
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Nell'aria: Lynyrd Skynyrd - Sweet home Alabama
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Il mio nome è Vanessa, ho 24 anni, sono laureata in Letteratura, Musica e Spettacolo (curriculum Letterature europee moderne) e studio Editoria e Scrittura presso la Facoltà di Lettere & Filosofia dell'Università "La Sapienza" di Roma. Mi piace tenermi informata ed osservare con spirito critico ciò che accade nel mondo: il Giornalismo è il mio obiettivo e il mio sogno nel cassetto. Ho collaborato in passato come articolista per il portale Giovani e per il sito Girlpower e attualmente sono addetta all'ufficio stampa e al web marketing per il mensile Cultumedia.
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